Non riposa il mio tempo.
Sta aggrappato alle mie spalle,
alle mia mente,
al mio ego.
Sembra un polipo con il suoi tentacoli ventosi.
Un'ape sopra un fiore giallo di metta maggio.
La neve di dicembre incastrata tra le colline
e sorrisi dei bambini nella sorpresa di aspettare.
Aspirando stanco felice
il mio nettare del tramonto.
Lui, di giorno avvolto nelle nuvole.
Sa pesare.
Giorno dopo sembra volesse staccarsi.
Di partire.
Di volare.
Ma,
ci tengo stretto il
mio polipo.
Mi sono abituato a suoi capricci.
Le sue trasformazioni.
Improvvisi malumori.
Improvvisi sorrisi.
Le lacrime.
Le gioie.
Mi affascina
con quale leggerezza vive in simbiosi con me,
rispettando la mia Xenia
dando senso al mio vivere
alla mia anima.