Come l'erba
rompe l'asfalto
cercandone vita,
come il bimbo spinge
nel ventre materno
per conoscerne il mondo,
così c'imponi
la tua esistenza,
così ci mostri
vitalità
a noi amorfi
che in un guscio viviamo.
Ribelle,
per noi tu sei
soltanto ribelle,
per noi già morti
in un mondo d'immagine
dove tu viva
esprimi emozioni
senza etichette
ignorando vergogne.
Ribelle,
a questo mondo conformista
incompresa da chi
opprimer ti vorrebbe
di quella tua
libertà,
da altri derisa
nell'invidia d'un sogno.
Ribelle,
nella notte che
sviluppa pensieri
e la mente vaneggia
alla ricerca
d'un fantasma di vita
in triste atmosfera
d'un saluto mai dato
come di chi
nel sogno svanisce.
Ribelle,
così ti vorrei
in un mondo proibito.