È una sera tranquilla questa.
L'aria è tiepida
e la luna mi sorride serena.
La sua luce mi accompagna
In questa notte d'estate
E non ho paura.
Il mio abito leggero
si alza allegro ad ogni passo,
ignaro ed innocente
come gli anni che indosso.
È una sera tranquilla questa.
Il cono di luce ora sparisce,
inghiottito dal buio
che impera nel vicolo.
Pochi passi, pochi passi ancora...
ma la mano di un uomo
blocca il mio respiro all'improvviso.
In un solo secondo
sento svanire la vita dentro di me.
L'allegria dei miei anni
viene annientata con un solo gesto
e strappato per sempre
dal mio ventre ogni pulsione d'amore.
Sbattuta a terra come un polpo
sopra ad uno scoglio.
Inchiodata dal peso del terrore,
con le mascelle serrate,
incapace di urlare,
con gli occhi asciutti,
obbligati a vedere.
La paura ora è bava e liquame,
che si mescolano all'odore
indelebile del suo corpo,
acre di sudore.
Dalle mie dita crescono artigli
che affondano lungo i fianchi,
lacerando la mia carne,
ormai violata.
Brandelli di vita cadono a terra
come coriandoli insanguinati:
un colpo di vento li spazza via,
disseminandoli lontano da me.
I miei occhi sbarrati ricordano,
la mia pelle tumefatta ricorda,
il mio terrore ricorda
quella tranquilla sera d'estate.