Ti ho ricercata;ho riaperto quel piccolo cassetto dove quattordicenne, custodivi conghiglie e sassolini raccolti in quell'unica vacanza marina; è come trovarsi di fronte ad una sconosciuta di cui restano solo piccoli oggetti insignificanti.
Chissà in quale buca profonda della tua fantasia si nascondono i due ragazzi dell'Isola dei Coralli con i quali spesso ti sei tuffata in un mare amico delle vostre avventure?
Dove sono le cavalcate stretta al biondo principe che ti copriva di baci nell'erba bagnata di un bosco di fate?
Ma forse ancora oggi come Peter Pan vorresti volare fuori dalla tua finestra e, nella notte, raggiungere un'isola di fiaba.
Forse preferisci arrivarci cavalcando uno di quiei delfini che al tramonto guizzano felici vicino alla barca Antonella e la seguono per un tratto incuriositi dal tuo sguardo strano. Il viso tinto color blu profondo, il tuo corpo nudo di gocce d'acqua salata, i capelli serpenti catturati dalle mani del vento appartengono soltanto al mare. E questo grande padre ti invita, nella corsa bianca dell'Antonella, a calarti nel suo corpo fresco, a sfiorare con le dita la sua schiuma frizzante.
Come desideri diventare di nuovo una Robinson Crusoè, arrampicarti su quell'enorme masso del faro e raggiungere la grotta dei gabbiani! Vivere nel cuore di quella roccia e parlare con eleganti e timidi draghetti marini.
Dall'acqua profonda emerge nel crepuscolo una sagoma scura, mobile:è un pesce spada;accarezza con le pinne le cosce di Aina ed emerge vicino al suo viso.