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Lo strazio di Anna
L'afflitto sguardo di Anna non cessava di scrutare l'irto monte sovrastante il paese. Il suo sfortunato sposo doveva essere lì, nascosto in qualche umida spelonca, in perenne fuga dall'umana giustizia.
L'altrui infamia non gli aveva lasciato scelta: sotto la pesante accusa di un omicidio mai commesso, Salvatore aveva intrapreso l'ardua via dei monti, per i quali errava ormai da più di un anno. Tale sorte crudele aveva diviso i due giovani innamorati a soli due anni di felice matrimonio, seminando ancora una volta tremendi odi, destinati a causare profonda sofferenza. Non si vedevano ormai da mesi, l'azione repressiva delle forze dell'ordine non dava tregua! La recrudescenza del banditismo aveva portato il governo ad adottare pesanti misure atte a debellare il fenomeno: aumento della pubblica forza, massiccio intervento dell'esercito, arresti finalizzati all'isolamento dei banditi, utilizzo di informatori. Gli incontri furtivi divenivano sempre più rischiosi...
Il foglietto ingiallito stava lì, fra le mani del freddo brigadiere che lo esaminava attentamente; la scrittura a stampatello diceva così:- mia adorata Anna, tra queste impervie montagne e in così penoso stato, sei tu la mia unica consolazione! Il nostro amore, la tua dolce immagine, sono le sole cose a infondermi un po' di speranza. Da mesi mi braccano come una bestia e non faccio che spostarmi continuamente... ho pensato ad un luogo sicuro per incontrarci tra due giorni all'alba: ci troveremo in località ''coro 'e monte''. Non aver paura tesoro mio! La persona a cui ho affidato questo messaggio è del tutto fidata, non avremo brutte sorprese... ti abbraccio forte e ti attendo, a breve mia dolce salvezza-. Il brigadiere posò il messaggio colmo di soddisfazione, si rivolse poi con poche parole al traditore:- ripresentatevi tra una settimana esatta per ritirare la taglia, ma badate di non farne parola con nessuno! Ora andate a consegnare il messaggio a quella donna-. Si incamminò per le desolate viuzze del centro, fra quelle misere case dai comignoli fumanti; seppur vergognandosi, già pregustava la ricompensa alla sua viltà...
La povera donna udì bussare al portone e, affrettatasi ad aprire senza neppure domandare chi fosse, gli apparve davanti un uomo robusto, vestito di fustagno, con una folta barba che gli ricopriva il viso. La spia, in un primo momento colpita dall'incantevole bellezza della giovane, si affrettò a chiarire lo scopo della sua visita:- mi manda Salvatore, mi prega di darvi questo messaggio, badate che non ci siamo mai visti, addio-. Vivamente impressionata, Anna tentò invano di chiedere ulteriori informazioni, quell'uomo la lasciò allontanandosi rapidamente dall'abitazione. Rimasta sola lesse il biglietto: gli occhi le si riempirono di lacrime, il cuore prese a battere all'impazzata! Finalmente l'avrebbe rivisto, abbracciato, riempito
di sincero affetto...
Il sole non era ancora sorto quando Anna si lasciò alle spalle le ultime case del paese. Per la strada neppure un' anima, i soli passi della donna rompevano lo spettrale silenzio della campagna. Era impaziente; di lì a breve avrebbe potuto stargli vicino, si sarebbero abbandonati a una dolce espressione d'amore: quante cose avevano da raccontarsi! Immersa in questi pensieri si addentrò nel fitto
della boscaglia...
Camminava da circa un ora quando giunse finalmente sul posto concordato; Salvatore non era ancora arrivato, sedette su un masso ad attenderlo.
Quello sperduto luogo pareva avvolto da un' insolita calma, più passavano i minuti più la precedente gioia di Anna andava trasformandosi in uno stato di inquietudine, un brutto presentimento la pervadeva incessante. Ad accentuare l'angoscia furono dei movimenti provenienti dal folto della macchia; trasalì! Con suo grande sgomento distinse chiaramente alcune divise mimetizzate ad una certa distanza. Salvatore comparse proprio in quel momento, lo vide avanzare sorridente e gli gridò a squarciagola:- santo cielo è una trappola, scappa amore mio, scappa!-. Il giovane balzò all'indietro sconvolto, tentò di darsi alla fuga ma fu fatto segno di una scarica che lo rese cadavere all'istante. Un urlo straziante sconvolse l'intera valle; la donna si avvinghiò piangendo disperatamente sul morto mentre i gendarmi tentavano violentemente di allontanarla... resa pazza dal dolore fu letteralmente trascinata via, per sempre separata dal suo fedele compagno.
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0 recensioni:
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- Una storia che è o sembra una lezione di vita. Interessante, indubbiamente. r
- grazie mille per i complimenti...
- lezione di vita:fidarsi è bene... non fidarsi è meglio. molto travolgente il loro amore... complimenti
- ti ringrazio...
- molto struggente e passionale ^^
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